Ads video: lo scontro tra Facebook e YouTube a colpi di views

Le ads video stanno rapidamente diventando uno strumento sempre più utilizzato dai marketers di tutto il mondo. A ogni modo, produrre video è solo una parte di una più complessa equazione.

Un video ingaggiante ha più possibilità di guidare risultati soddisfacenti di business, ma ci sono video ingaggianti ignorati ogni giorno, che generano poco o zero traffico.

Per i marketers si presenta una dura sfida: molti dei browser internet non mostrano più pubblicità. Ma le ads video attirano l’attenzione, e sono spesso visti come di più facile consumo rispetto a un documento di 15 pagine.

Ads video: lo scontro tra Facebook e YouTube a colpi di views per la supremazia dei click

I più comuni tipi di ads video sono preview che precedono altre parti di contenuti video, ads nei motori di ricerca o nei social network.

Nell’ultimo decennio, la fruizione di video nei social si è appoggiata quasi esclusivamente su Youtube, ma negli ultimi anni Facebook è ufficialmente diventato un giocatore di rilievo nel settore video.

Il novembre del 2015 è stato il primo mese in cui sono stati caricati più video direttamente sulla piattaforma Facebook che post contenenti link a Youtube, e la tendenza non ha fatto altro che crescere.

Quindi, qual è oggi il re delle ads video? La risposta non è semplice e definitiva. Nessuna delle due piattaforme offre dei vantaggi schiaccianti, ma offrono invece opportunità molto differenti che analizzeremo insieme.

Il video è il nuovo Adwords

Una delle ragioni per cui molte aziende oggi investono in Adwords è perché è un metodo molto economico con un ottimo ritorno economico.

Un’enorme fetta di popolazione usa oggi Google per le sue ricerche, e mettere in evidenza keyword strategiche può essere una strategia estremamente efficace per acquisire nuovi clienti.

Il rovescio della medaglia è che sempre più aziende sfruttano quello che Adwords offre, e certe keywords su cui fare ads costano oggi centinaia di dollari.

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Trueview

Le video ads sono invece ancora un sistema vantaggioso. Per intraprendere questo cammino è necessario lavorare attraverso il sistema di video advertising di Google, chiamato Trueview.

È una sorta di equivalente di Adwords nel settore video, tranne per il fatto che puoi usarlo per intercettare certi canali o argomenti piuttosto che determinate keyword.

È anche possibile effettuare del remarketing video, ossia targetizzare gli utenti basandosi sulle loro precedenti interazioni con un video specifico.

Con Trueview puoi fare leva sul pubblico di Google, attaverso tre modalità di visualizzazione:

  1. In stream, mostrando il tuo video prima di quello che i tuoi utenti vogliono vedere (comunemente conosciuto come pre roll);
  2. Nella barra laterale in dimensione miniatura, ossia In search;
  3. In display (come video consigliato che compare nella parte destra del video che l’utente sta guardando).

Vuoi realizzare un video impattante da veicolare sui tuoi canali di comunicazione?

Una delle cose che rende Trueview rivoluzionario è che bisogna pagare solo se l’utente guarda effettivamente il video per un certo tempo. In questo modo, puoi assicurarti che le persone guardino davvero la tua pubblicità.

Inoltre, poiché i video di Youtube sono inseriti in giro per tutto il web, c’è una possibilità che il tuo video venga mostrato anche in un sito che è importante per la tua nicchia di mercato.

Ti è mai capitato di visitare un sito, averlo chiuso, e poi aver visto le relative pubblicità ovunque? È possibile fare lo stesso con la pubblicità Youtube.

E ricorda, se gli utenti guardano video inseriti su siti di cui si fidano e vedono la tua ad, sono portati ad associare le due cose nella loro mente!

C’è un nuovo ragazzo in città

ads video, Ads video: lo scontro tra Facebook e YouTube a colpi di viewsFacebook è cresciuto molto nel settore video nell’ultimo anno. Con oltre 17 milioni di condivisioni video per la celeberrima Ice bucket challenge, il social network ha definitivamente provato che può essere un giocatore di primo piano nel settore video.

Al fine di mantenere il momentum, la società ha messo in piedi una serie di strumenti, come la programmazione di video, la possibilità di inserire didascalie, e dati analitici, che hanno portato a un’impressionante media di 100 milioni di ore di video visti ogni giorno.

La pubblicità video Facebook è un po’ diversa da quella di Youtube. I video sono mostrati nel feed degli utenti, e la riproduzione parte in automatico.

Il vero punto di forza dei delle ads video di Zuckerberg è il targeting. Il social network ha molte, moltissime informazioni sui loro utenti. Questo permette ai marketers di implementare alcune filtri anche molto specifici.

Ovviamente ci sono sempre dei pro e dei contro: restringere l’audience significa far salire il costo per contatto. Molto dipende tutto dall’obiettivo finale delle ads video.

Se si tratta di una campagna per incrementare la brand awareness, l’audience sarà il più generalista possibile, per avere un gran numero di views. I dati però dimostrano che la maggior parte delle campagne B2B hanno più successo con un approccio targetizzato, che Facebook supporta ottimamente.

Non cadere nella trappola delle views

ads video, Ads video: lo scontro tra Facebook e YouTube a colpi di viewsCon ogni nuova spesa di marketing ci si aspettano dei risultati, e il più comune metro di giudizio per i video sono le visualizzazioni. Tuttavia, le visualizzazioni sono spesso una semplificazione di cosa questo mezzo può realmente fare.

È importante fissare degli obiettivi che siano importanti per il business, sia che si tratti di generare più traffico che di garantirsi nuovi lead.

Per campagna di awareness generiche, sia Youtube che Facebook e il loro video advertising possono essere fantastiche opzioni, poiché hanno un bacino estremamente ampio di utenti da targetizzare. Se invece lo scopo non è sparare nel mucchio ma andare a colpire target specifici, Facebook è l’opzione migliore.

Per la conversione possono funzionare entrambi, ma Youtube si può considerare un mezzo leggermente più diretto. La fine di una pubblicità può essere una call to action e un link al tuo sito, che è tutto quello che puoi desiderare da una ads video.

Poiché i video di Facebook appaiono come post sponsorizzati, gli utenti possono facilmente cliccare sul nome e raggiungere la pagina aziendale. Questo può portare a due esiti:

  • Se la pagina è attiva e ha un buon numero di interazioni, l’aggiunta di un contenuto video non farà altro che spingere ancora di più la pagina all’interno del news feed degli utenti.
  • Se invece la pagina non ha un numero significativo di interazioni e una frequenza di pubblicazione contenuti importante, molto probabilmente nessuno vedrà mai il video, perchè non comparirà nella home di nessuno.

Gli aspetti tecnici

Per entrambe le opzioni, la prima impressione è quella che conta. Questo significa che:

  • Bisogna fare molta attenzione alla miniatura scelta, perché è la prima cosa che gli utenti vedranno. Nel caso di Youtube in search e per le stream ads, sarà anche ciò che spinge gli utenti a cliccare sul contenuto.
  • Shorter is better. Questi video vengono mostrati prima di quello che gli utenti vogliono realmente vedere, quindi non bisogna annoiare con contenuti lunghi e poco coerenti con gli interessi del pubblico.
  • I primi secondi sono fondamentali. Le persone possono skippare un video dopo soli 5 secondi su Youtube, e Facebook sfrutta invece l’autoplay per spingere gli utenti alla visualizzazione.

Questo significa che i primi secondi devono essere la parte più ingaggiante video, se si vuole che gli utenti continuino a guardare.

Chi vince?

Entrambe le piattaforme presentano notevoli vantaggi per le ads video.La scelta del mezzo migliore dipende dal pubblico che si vuole raggiungere, dalla specificità del prodotto/servizio offerto, dal budget a disposizione e da molto altro ancora.

Un’analisi preliminare di tutti questi fattori è necessaria per sviluppare la strategia che consenta di raggiungere il miglior risultato con il minimo sforzo.