Aprire un blog: quanto costa la gestione

Aprire un blog è una delle strategie che consigliamo sempre ai nostri clienti. Non perché ci piaccia scrivere tutto il giorno, ma perché sappiamo quanto questo possa essere utile per il posizionamento SEO del vostro sito web nuovo di zecca.

Quindi, quanto costa un blog? O meglio, quanto può costare un singolo articolo (o blog post, in gergo tecnico)? Ne vale veramente la pena? Se ne può fare a meno? Proviamo a rispondere a tutte queste domande!

Aprire un blog: quanto costa la gestione di un blog aziendale e perché dovresti farlo

Qui è la copywriter che vi parla, anzi, vi scrive. Oggi ho deciso di lasciare il plurale maiestatis per parlare in prima persona. Già, perché solo chi scrive può capire quanto lavoro c’è dietro un singolo articolo.

Un lavoro fatto di documentazione, di stesura, revisione, [e seconda, terza e quarta revisione] ottimizzazione, pubblicazione…. Tutte operazioni che sono volte a costruire un contenuto godibile, cliccabile, e che porti visite al sito che lo ospita.

Sì, lo scopo ultimo è proprio quello. Non si tratta soltanto di brand awareness, non è ancora conversione: è una terra di mezzo, fatta di accorgimenti e trucchi per offrire un aiuto all’utente.

Quanto costa aprire un blog?

Non sono in grado di darvi una risposta assoluta a questa domanda. Questo dipende da una lista molto lunga di variabili. Posso però darvi un’idea di massima, e poi, dopo che avrete sgranato gli occhi e mi avrete detto che sono pazza, vi spiegherò anche il perché.

Un singolo blog post (non l’intera gestione) può, e dovrebbe, costare almeno 50 €. In alcuni casi, il costo può anche lievitare, fino ad arrivare a 100, 200 o 300 €.

Aprire un blog, in sé e per sé, è gratuito. La creazione delle pagine fa infatti parte del “pacchetto” della costruzione del sito. Il problema è però che un blog è come una piantina: dovrebbe essere curato costantemente, nutrito e salvaguardato dai pericoli.

Cosa significa curare un blog? E quali sarebbero questi pericoli? Nessun hacker verrebbe mai nel mio sito!

No, non è quello che intendo. La metafora della piantina esprime perfettamente il senso di un blog aziendale: non è un oggetto che si conclude in sé stesso, ma è invece in continua espansione, ossia in crescita. E questa crescita avviene tramite il nutrimento. Il nutrimento è l’aggiornamento costante dei contenuti del blog stesso, poiché è proprio in questo modo che Google riconosce il sito a cui il blog appartiene come aggiornato e di conseguenza affidabile, facendolo così salire di posizione.

Non sai come funziona il posizionamento dei siti nella ricerca di Google?

I pericoli per un blog sono quindi il mancato nutrimento, il dimenticatoio (l’ultima pagina di Google l’avete mai vista?) e, sempre in senso metaforico, la morte.

Ricapitolando: il blog è solo una delle molte strategie che contribuiscono al buon posizionamento di un sito web. Il blog deve essere costantemente aggiornato, e deve contenere un certo tipo di contenuti: quali?

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“Come aprire un blog e vivere felici”

Partiamo dal presupposto che devono essere contenuti di qualità. Sarebbe facile aprire un post e riempirlo di bla bla bla: vi accorgereste però presto che le visite sarebbero pari a 0.

Abbiamo visto che lo scopo del blog è quello di tenere alto il ranking del sito, di aumentare le visite e di favorire così la conversione. Questo è quello che spieghiamo ai nostri clienti, ed è vero.

Ma esiste l’altra faccia della medaglia: l’utente. Perché dovrebbe prendersi la briga di leggere più di mille parole del tuo sito?

La ragione è molto semplice: perché gli fornisce una risposta a una domanda. Il senso del blog da quest’altro punto di vista è proprio quello di aiutare l’utente che, una volta aperto Google, ha cercato quello che gli servivao una risposta alle sue domande.

Provate un esperimento molto semplice: cercate qualcosa su Google e osservate bene i risultati. Eccezion fatta per Wikipedia, quali sono le pagine che vi offrono una soluzione e non propongono invece un prodotto o servizio? Solo i blog. E quegli stessi blog sono nella stragrande maggioranza dei casi parte di quei siti che vi hanno offerto il prodotto.

E, leggendo attentamente i titoli, vi accorgerete che nella maggior parte dei casi sono domande o risposte a delle domande.

L’ottimizzazione SEO e l’attenzione alla qualità

Questo perché i primi risultati che troverete sono costruiti in ottica SEO. Sono quindi state fatte delle analisi sui termini più ricercati, sono state seguite delle regole di leggibilità, di usability, di attenzione alle immagini, di divisione in paragrafi, di ripetizione delle parole chiave, di utilizzo della forma passiva, di parole di transizione…

Il problema è che le regole di Google non sono sempre facili da seguire.

Io ad esempio, da copywriter, tendo ad avere alcune preferenze in fatto di scrittura. Mi piace molto la figura retorica dell’anafora, ma ecco che quando la uso per un blog post mi arriva il bollino rosso della valutazione di leggibilità. Alla SEO non piacciono le ripetizioni a inizio frase!

Allo stesso tempo, però, a me piace anche evitare di scrivere la stessa parola e preferirei utilizzare dei sinonimi. Sbagliato! In ottica SEO, una volta individuata la parola chiave questa deve essere ripetuta un certo numero di volte, senza variazioni.

aprire-un-blog-3Ancora, può capitare di voler scrivere di un determinato argomento ma doverlo poi modificare, poiché grazie agli strumenti a mia disposizione scopro che quello che ho in mente non è proprio quello che l’utente cerca.

Aprire un blog e scrivervi diventa quindi un gioco di equilibri tra rispetto delle ferree regole della SEO e l’attenzione alla creatività e al senso estetico per rendere l’articolo quanto più piacevole possibile.

E non è ancora finita! Perché, al di là della forma, bisogna pensare anche al contenuto. Ho scritto di forni industriali, di cliniche veterinarie, di idee regalo, di studi dentistici, ma ovviamente non sono esperta di nessuna di queste cose!

Gran parte dell’impegno di chi scrive sta proprio nella capacità di reperire le informazioni: capire come funziona il procedimento che si sta descrivendo, trovare e confrontare le fonti e restituire un ouput comprensibile da tutti.

Chi ha ragione?

Vi state ancora chiedendo perché aprire un blog possa costare tanto?

Dopo aver visto il lavoro che c’è dietro, avrete probabilmente pensato che aprire un blog e scrivere un blog post valga bene quei 50 €. Qual è invece il motivo dell’esistenza di divari così grandi tra diversi preventivi?

Anche qui le motivazioni possono essere moltissime. Sicuramente un’agenzia internazionale con sede a Milano applicherà delle tariffe più alte rispetto a una piccola agenzia di provincia, tanto per cominciare.

Anche l’argomento di cui trattare può fare la differenza: una nicchia richiede una documentazione più precisa e conseguentemente più ore di lavoro rispetto a un argomento mainstream.

E anche così, ci sarà una bella differenza tra un articolo che – per quanto corretto a livello di contenuti – è scritto male, e uno invece che raggiunga effettivamente lo scopo di avvicinare l’utente a un certo sito e da lì all’azienda.

Questo è quello che facciamo per i nostri clienti, e che ovviamente facciamo nel nostro stesso blog, in queste righe.

Blog, sito web, social network e molto di più. Ecco come curiamo la tua presenza online

 

Adesso quindi una sfida per voi: sapete individuare gli accorgimenti che ho adottato in questo stesso articolo per accontentare voi e Google?