Salva i carrelli abbandonati sul tuo e-commerce!

10 motivi per cui riscontri carrelli abbandonati sul tuo sito (e 10 soluzioni)

Ogni anno, in estate (non è vero, anche in inverno) si consuma il dramma dei carrelli abbandonati.

Non restare indifferente. Aiuta i poveri carrelli a ritrovare il loro padrone.

 

Potrebbe essere una bella pubblicità progresso, vero?

 

La verità è che il fenomeno dei carrelli abbandonati nell’ecommerce è davvero preoccupante. Le persone, spesso prese dall’entusiasmo e dalla frenesia dello shopping, riempiono il loro carrello di oggetti – o altri beni e servizi immateriali – per poi cambiare idea e chiudere tutto.

 

Perché succede?

Come puoi arginare questo fenomeno, che sicuramente ti interessa se possiedi un ecommerce?

Ti sarà capitato di controllare le statistiche del tuo ecommerce – che si tratti di WooCommerce, Shopify o altre piattaforme, per verificare i numeri e i trend.

(Se non l’hai fatto, dovresti farlo).

 

Probabilmente ti sarai accorto che solo una parte dei prodotti che vengono messi nel carrello vengono effettivamente acquistati.

Questa percentuale può variare sensibilmente, a seconda dei diversi fattori coinvolti:

  • Prezzo
  • Mancanza di recensioni
  • Metodo preferito di pagamento assente
  • Ogni altro motivo indipendente da te (si è versato il caffè addosso, il bambino ha cominciato a piangere, ecc)

Più sotto approfondiremo queste motivazioni!

 

Il recupero dei carrelli abbandonati è possibile?

Certo che sì. Si tratta di adottare una serie di tecniche che hanno lo scopo di migliorare in ogni aspetto l’esperienza di acquisto dell’utente. Insomma, fare tutto quanto in nostro potere per non lasciare scuse per evitare l’acquisto!

 

Molto dipende dalla situazione di partenza del tuo ecommerce.

Se ti sei limitato a inserire i prodotti, copiare una descrizione dal sito del produttore e hai incrociato le braccia soddisfatto, sappi che non sei nemmeno a metà strada.

La costruzione di un sito e-commerce è un lavoro complesso, che richiede la conoscenza di diversi campi: il graphic design, l’user experience, il copywriting, oltre alla strategia di base, ovviamente!

Anche una volta che l’ecommerce è stato costruito seguendo tutte queste regole, ci sarà comunque bisogno di modifiche e aggiustamenti continui, perché si tratta di un mondo soggetto ad aggiornamenti costanti, sia a livello di strategia che a livello di tecniche e tool disponibili.

 

Perché i clienti abbandonano il tuo sito?

Veniamo al punto centrale della questione: individuare il problema, ossia la ragione del carrello abbandonato. Perché l’utente si prende la briga di selezionare il prodotto e inserirlo nel carrello per poi abbandonarlo?

 

Cosa ne possiamo sapere noi di quello che passa nella mente del consumatore, dirai.

E invece no, perché per fortuna ci sono società che si occupano proprio di queste analisi di mercato.

Secondo Statista, negli Stati Uniti (ma anche in Italia), sono 10 le principali motivazioni dei carrelli abbandonati in ecommerce.

abbandono carrelli

Analizziamole nel dettaglio.

  • Spese di spedizione non preventivate
  • Necessità di dover creare un nuovo account
  • Indecisione
  • Preoccupazioni sul metodo di pagamento
  • Processo di checkout confuso
  • Mancanza di codici coupon (questo fenomeno in Italia è molto ridimensionato)
  • Mancanza di spedizione espresso
  • Bug del sito
  • Politica dei resi non soddisfacente
  • Carta di pagamento rifiutata

 

Si tratta di motivazioni tutte valide e molto diverse tra loro, ma che possono essere risolte con delle semplicissime misure. Complessivamente, queste prendono il nome di ottimizzazione SEO per ecommerce.

 

1. Spese di spedizione non preventivate

Si tratta di un problema che non è un vero problema, perchè basta essere precisi nelle diciture che utilizzi sul tuo sito!

Sappiamo che la scritta SPEDIZIONE GRATIS è sempre un ottimo metodo per spingere le persone ad acquistare.

Secondo alcuni studi, inoltre, le persone preferiscono acquistare un prodotto che costa di più ma con spedizione gratuita, piuttosto che spendere la stessa cifra totale dividendola tra prezzo e spedizione…

2. Necessità di dover creare un nuovo account

Nonostante stiano effettuando un acquisto online, alcune persone sono ancora restie a lasciare la propria mail, pur sapendo che si tratta di un passo necessario, se non altro per la fatturazione!

Dal canto tuo, sai bene che ottenere la mail, ossia il lead, ti apre una serie di possibilità per delle azioni di marketing come l’email marketing, o un bel sales funnel.

In ogni caso, oggi ci sono molte soluzioni: innanzitutto, molte piattaforme permettono di utilizzare un account social come quello di Facebook per effettuare l’acquisto.

Ma non è quello che interessa a te imprenditore, perché il suo account social non ti servirà a nulla!

Devi invece fornire delle garanzie all’utente, in modo che questi possa lasciare con tranquillità la propria mail.

Paradossalmente, ottenere la mail non ti è necessario soltanto per vendere il prodotto, ma anche per contrastare il fenomeno dei carrelli abbandonati.

Puoi infatti fare delle azioni di remarketing destinate in maniera specifica a coloro che hanno inserito dei prodotti nel carrello e poi non hanno acquistato.

Esistono molte piattaforme per queste strategie, ma la migliore è sicuramente Active Campaign. È una piattaforma che ti permette di gestire il CRM nel suo complesso, con automazioni, newsletter, segmentazioni, tracciamenti, SMS e ovviamente strategie per ecommerce.

Vuoi utilizzare Active Campaign per il tuo remarketing?

3. Indecisione

Sembrerebbe ci sia poco da fare su questo punto. Se un utente è indeciso, significa che non è ancora arrivato a quel punto della customer journey in cui può acquistare.

La strategia che devi seguire è quindi quella di proseguire con la tua comunicazione lungo il funnel, riscaldando gli utenti più freddi e portandoli dallo stadio di semplice conoscenza a quello del desiderio. Più facile a farsi che a dirsi!

4. Preoccupazioni sul metodo di pagamento

Anche questo è un problema di facile risoluzione. Mettere in piedi un ecommerce significa offrire agli utenti la possibilità di avere un’esperienza il più simile possibile a quella dell’acquisto fisico. Ciò comprende anche fornire delle garanzie sui pagamenti, che notoriamente su Internet sono più soggetti a truffe.

Basta installare alcuni sistemi come Paypal o altri, che permettono all’utente di acquistare serenamente e senza preoccupazioni. Nei nostri ecommerce utilizziamo sempre e soltanto queste metodologie!

5. Processo di checkout confuso

Questa è una motivazione che ha a che fare esclusivamente con l’ottimizzazione del tuo sito. Significa che hai bisogno di un professionista che ti progetti un vero e proprio percorso di acquisto, il più semplice e lineare possibile, che non faccia “perdere” l’utente nei meandri del sito ma che, al massimo, ad acquisto concluso proponga un upsell con prodotti complementari o coordinati!

acquisto online

6. Mancanza di codici coupon

Abbiamo detto che questa è una situazione tipicamente americana, ma chi ha detto che è sbagliata? I cosiddetti programmi fedeltà sono una realtà molto efficace per fidelizzare i propri clienti! Offrire dei codici coupon a chi effettua un primo acquisto o a chi decide di seguirti sui social o a chi lascia la propria mail è una strategia che usano anche i migliori, perché funziona.

7. Mancanza di spedizione espresso

Questo è un problema che soltanto tu puoi risolvere. Oggi la velocità è diventata uno dei fattori principali per valutare la qualità di un ecommerce. Ovviamente questo trend ha avuto il via grazie al successo di Amazon, che l’ha fatto diventare uno standard a cui anche tutti gli altri si sono dovuti adeguare.

Non ti resta che fare altrettanto.

8. Bug del sito

Un sito che non funziona è in grado di farti perdere numerosissimi clienti. Oggi velocità ed efficienza non sono più un plus, ma il minimo sindacale.

Sapevi che, se una pagina impiega più di 5 secondi a caricarsi, il tasso di abbandono sale vertiginosamente?

Devi dotarti di un hosting e di una struttura che siano in grado di reggere anche grandi numeri. È una cosa che puoi ottenere solo rivolgendoti a un professionista, che sa quali sono le operazioni da compiere per assicurarsi questi risultati.

9. Politica dei resi non soddisfacente

La soddisfazione del cliente viene prima di tutto. Questo perché il cliente è un potenziale ambasciatore del tuo brand, e può consigliarlo o al contrario demolirlo con la sua rete sociale, influenzando le tue vendite.

Quindi, se chiede un reso gratuito, concediglielo. Magari puoi condizionare il reso a una determinata condizione che ti porti un vantaggio, come un like sui social o una – successiva alla sostituzione del prodotto – recensione positiva!

 

10. Carta di pagamento rifiutata

Un motivo banalissimo che può fermare un acquisto e generare una miriade di carrelli abbandonati.

Assicurati di comprendere nel tuo sito tutti i possibili sistemi di pagamento, da quelli più comuni a quelli più astrusi, in modo da poter soddisfare tutti.

 

 

Come hai visto, ci sono molti modi per arginare il triste fenomeno dei carrelli abbandonati.

Se queste povere creature hanno toccato il tuo cuore (e il tuo portafogli), è ora di pensare a come dare una svolta al tuo ecommerce.

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