Cosa prevede la direttiva diritto d’autore

La nuovissima direttiva diritto d’autore sembra essere arrivata. E sta portando con sé uno strascico di polemiche, tale da far celebrare ovunque sulla rete che “L’internet è morto”.

È davvero così? Cosa prevede il testo della direttiva diritto d’autore che sta spaventando mezza Europa? Si tratta dell’ennesima minaccia a vuoto o questa volta è davvero cambiato qualcosa nel panorama europeo sul copyright?

Cosa prevede la direttiva diritto d’autore appena approvata dall’Ue

Nelle stanze del Parlamento Europeo si è finalmente votato per la direttiva diritto d’autore: 348 favorevoli, 274 contrari e 36 astenuti. Ma le operazioni di votazione non sono filate lisce; secondo molti ci sarebbero state pesanti pressioni sugli eurodeputati da parte delle lobby del digitale, tanto da portare il presidente Antonio Tajano a un richiamo pubblico.

Gli articoli incriminati della direttiva diritto d’autore

Sono tante le disposizioni previste dalla direttiva copyright. Ma a scatenare le polemiche più accese sono alcuni articoli in particolare. La legge sul copyright ha lo scopo – in soldoni – di tutelare la proprietà intellettuale di diversi tipi di opere, che siano esse testuali, musicali, artistiche e di qualunque altro genere.

Lo scopo, quindi, è certamente nobile: ma le modalità si scontrano con gli strumenti digitali che oggi abbiamo a disposizione.

In pratica, secondo la direttiva non è più possibile condividere sul web articoli protetti da copyright, ma solo frammenti di esso. Resta salva la possibilità di citazione, parodia o critica, così come la condivisione degli snippet.

Resta il problema per tutti gli aggregatori di notizie, come la stessa Google news o altre pagine di questo genere, che non fanno altro che raccogliere le notizie già presenti sul web su un determinato argomento senza spacciarli per propri contenuti.

Ma a spaventare tutti resta l’articolo 13, che molti hanno definito una censura bella e buona.

Quest’articolo prevede, in sostanza, un controllo da effettuarsi in maniera preventiva sui contenuti che andranno a essere veicolati in rete, sempre al fine di evitare la violazione del diritto d’autore.

Nella pratica, questo significa che se io carico un video su Youtube violando un copyright di qualche tipo, la responsabilità non è mia ma ricadrà sulla piattaforma che ospita il video, quindi in questo caso il colosso Youtube. Aziende più piccole, invece, avranno delle responsabilità minori, e quelle ancor più piccole non l’avranno affatto.

I siti di informazione libera

Cosa succede invece con la direttiva diritto d’autore per i siti che si occupano di informazione libera, come Wikipedia? La legge ha specificato che queste tipologie di siti web sono esenti da questa normativa.

Qui ulteriori informazioni sulla legge del copyright

Le reazioni alla direttiva diritto d’autore

Questi sono i fatti. Ma cosa è successo invece fuori dalle aule del Parlamento? Possiamo dire una piccola rivolta. Si è gridato al “web libero” e gli accademici di diritto informatico e proprietà intellettuale di tutta Europa, nei giorni scorsi, hanno pubblicato uno scritto in cui criticavano duramente gli articoli 11 e 13. Ma gli europarlamentari non si sono fermati, e hanno approvato la direttiva senza nessun emendamento.

Wikipedia, sebbene non fosse direttamente coinvolta dal provvedimento come spiegato più sopra, ha voluto comunque far sentire la propria opinione oscurando completamente il sito il 21 marzo in Estonia, Germania, Slovacchia e Danimarca. L’Italia si è aggiunta l’altro ieri.

Anche il grande pubblico ha deciso di farsi sentire contro la direttiva diritto d’autore: lo scorso fine settimana 200000 persone hanno partecipato a una manifestazione in diverse città europee, mentre in rete una petizione contro gli articoli 11 e 13 ha raccolto oltre 5 milioni di firme.

direttiva diritto d'autore wikipedia

Cosa succede adesso?

Al fine di ottenere una effettiva protezione del diritto d’autore non basta una legge. Sono necessarie una serie di procedure che le piattaforme dovranno concretamente progettare e adottare.

Il problema è che queste misure della direttiva diritto d’autore non sono certo “soft”. Se infatti l’articolo 13 prevede che debbano essere le piattaforme a vigilare sui contenuti pubblicati, le grandi aziende non possono fare altro che applicare dei filtri preventivi per monitorare una community così ampia. E questo può essere assimilabile a della censura, che moltiplicherà i blocchi di contenuti legali.

Le aziende piccole, invece, non hanno certo la possibilità di dotarsi di questa tecnologia di filtri – ammesso che sia questa la soluzione a cui si arrivi.

Tra l’altro, le famose aziende piccole ad essere esenti da questo obbligo sono solo quelle che:

  • Esercitano da meno di 3 anni in UE
  • Fatturano meno di 10 milioni
  • Hanno meno di 5 milioni di visitatori unici al mese.

Per quanto riguarda l’articolo 11, poi, i detentori di diritti d’autore possono stipulare degli accordi con gli operatori del web per la pubblicazione di “brevi estratti”. Ma la definizione resta vaga e darà luogo a diverse controversie.

Il dark day

Per molti, ieri si è trattato dell’internet dark day. In effetti, le conseguenze di questa normativa sul copyright possono essere potenzialmente devastanti. Uno scenario apocalittico è ad esempio la chiusura di Google news in tutta l’Unione Europea.

Il tuo sito

Ma cosa succederà invece al tuo blog e al tuo sito web con la nuova direttiva diritto d’autore? Dovrai installare dei blocchi? Cancellare dei contenuti?

In realtà molto dipende da come è stato svolto il lavoro. Se il sito web è composto da contenuti originali e di qualità, non dovrebbe succedere assolutamente niente. Se nel tuo sito sei l’unico a produrre contenuti, è molto difficile che qualcuno venga a chiederti di porre dei filtri.

Il problema è che invece molto spesso i contenuti sono “ispirati” da altre fonti in internet, che hanno giustamente il diritto di vedere il loro lavoro riconosciuto.

L’unico modo per essere davvero al sicuro, quindi, è affidarsi a qualcuno in grado di produrre per te dei contenuti unici e assicurarsi che questi vengano costantemente aggiornati.

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