Marketing inbound e outbound: chi è il vincitore?

Marketing inbound e outbound: chi è il vincitore? Strategie e debolezze dell’inbound

La scorsa settimana abbiamo visto come marketing inbound e outbound siano oggi le principali forme di marketing che conosciamo. Abbiamo visto, anche, come l’outbound marketing, nonostante il passare del tempo, sia ancora utile a determinati tipi di business e di target.

Non abbiamo però ancora fatto un confronto con il marketing inbound. Quali sono le sue strategie principali? Quali mezzi usa per raggiungere il target? Quale tipo di business potrebbe beneficiarne di più?

E, soprattutto, chi vince la sfida tra inbound e outbound marketing?

Le migliori strategie di marketing inbound

Non staremo a dare una definizione di inbound marketing, che potete trovare nel dettaglio qui.Dato che sai già di cosa si tratta, vedremo invece i suoi obiettivi e i canali che utilizza.

Quando l’internet è diventato un fenomeno di massa, i professionisti della comunicazione più lungimiranti hanno avuto una visione. Per loro era un nuovo canale di mercato.

E avevano ragione!

Come risultato dell’era dell’informazione, un’intera nuova categoria di marketing era stata creata: il marketing inbound. Come ci spiega Hubspot, l’inbound marketing comprende diversi step:

  • Attrarre le persone del tuo target sul tuo sito
  • Convertire queste persone in leads
  • Chiudere la vendita con questi leads e trasformarli così in clienti
  • Fidelizzare il cliente e trasformarlo in brand ambassador.

Ciò avviene attraverso diversi canali e diverse strategie.

Content marketing

Cosa ti ha portato a quest’articolo? Molto probabilmente hai digitato una parola o un concetto nel motore di ricerca. Hai visto un link a questa pagina nei risultati di ricerca, hai cliccato ed eccoti qui. Questo è solo uno dei modi in cui il content marketing può raggiungere i potenziali consumatori.

Blog

Anche se la maggior parte del content marketing fa parte di un blog, non tutti i blog sono content marketing. Di solito, il content marketing si concentra sul posizionare del contenuto nei motori di ricerca per una particolare keyword. Il blog, invece, offre dei contenuti che siano utili per i visitatori di un particolare segmento di mercato, di modo che questi volontariamente visitino il sito un’altra volta.

Social media marketing

Siti come Facebook, Twitter e Pinterest non sono solo per aforismi e video di gattini. I professionisti della comunicazione li usano per promuovere i propri prodotti e servizi e fornire aggiornamenti di rilievo.

Form

Gli imprenditori digitali usano form online per convertire i visitatori in leads. Ecco perché fanno grandi sforzi per assicurarsi che i loro form siano attraenti per i visitatori del loro target.

Email marketing

Anche se alcuni considerano l’email marketing come parte dell’outbound marketing, lo includiamo in questa lista perché totalmente digitale. Attenzione, però, l’email marketing è una cosa diversa rispetto allo spam. Questo perché una mail efficace riesce a targetizzare solo le persone che siano entrate volontariamente in una lista.

SEO

Una delle migliori risorse “free” per la pubblicità è una buona posizione nei motori di ricerca. Ecco perché gli imprenditori digitali cercano di assicurarsi backlink da siti autorevoli, per guadagnare posizioni. Inoltre, implementano una serie di strategie on-site, come le sitemaps, per assicurarsi maggiori possibilità.

Pay per click

Ahinoi, non tutto quello che vediamo nei risultati di ricerca è lì per via organica. Anzi, i migliori risultato sono di solito frutto di ads. Anche se possono essere dispendiose, possono generare un ottimo ritorno. Alcuni optano anche per delle display ads che appaiono nei blog generalmente frequentati dal target in questione.

Remarketing

Anche se il content marketing e il pay per click possono assicurare visitatori, non è detto che questi visitatori diventino clienti. Ma potrebbero aprire il portafogli se viene data loro una seconda chance. Per questo esiste il remarketing, che va a raggiungere le persone che si sono già connesse con il brand.

Marketing automation

L’era dell’informazione non ci ha benedetti soltanto con un nuovo canale di marketing. Ci ha anche dato software che rendono il marketing molto più semplice. Con l’aiuto di strumenti di automazione possiamo adesso programmare post sui social, inviare mail personalizzate, ricevere alert sulle performance di una parola chiave e lasciare che gli algoritmi si occupino delle cose più noiose.

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Non è sufficiente portare delle persone su un sito, è importante che queste convertano. Hanno bisogno di compiere un’azione, che può consistere nell’acquistare un prodotto o iscriversi a una newsletter. Ecco perché i marketers realizzano intere pagine secondo l’idea di trasformare i visitatori in consumatori.

Le controversie

C’è comunque un po’ di disaccordo sui vari esempi di inbound e outbound marketing. A seconda di quale blog leggi, di quale azienda segui e anche di quale giorno della settimana, potresti trovare qualcuno che reputa tutte le forme di advertising come outbound marketing.

Ma noi non siamo d’accordo.

Se lo scopo di un’azione digitale è raggiungere persone che sono probabilmente membri del target, si tratta di marketing inbound.

Le differenze tra inbound e outbound marketing

Ora che abbiamo definito entrambi i tipi di marketing, diamo un’occhiata ad alcune differenze fondamentali tra i due.

Innanzitutto, l’outbound marketing, di fatto, ti interrompe, mentre l’inbound è discreto. Questo perché l’outbound colpisce le persone con ads che non vogliono vedere. L’inbound, invece, raggiunge persone che stanno cercando informazioni proprio su quello.

Inoltre, l’outbound marketing non genera valore a differenza del marketing inbound. Pensaci: una pubblicità di 30 secondi generalmente non offre nulla di più di una proposta di vendita, mentre un blog post di content marketing può rispondere a delle domande fornendo valore.

L’outbound è un push-marketing (spingere), mentre l’inbound è pull-marketing (tirare). Questo perché gli sforzi dell’outbound sono mirati a far convogliare le persone dove non vogliono andare, mentre l’inbound incontra a metà strada le persone che vogliono saperne di più.

Con le strategie di outbound, i business possono inseguire i consumatori. Con le inbound, i consumatori arrivano di loro spontanea volontà. Come puoi vedere, il marketing inbound sembra offrire un modo più user-friendly per raggiungere le persone. Ci sono, comunque, vantaggi e svantaggi per ciascuna opzione.

Vantaggi e svantaggi del marketing inbound

Ci sono vantaggi e svantaggi anche nell’inbound marketing, come abbiamo visto per l’outbound. Prima di tutto ci sono i vantaggi di costo. Uno studio di DemandMetric mostra come il content marketing generi 3 volte più lead per ogni dollaro speso rispetto al marketing tradizionale.

Inoltre, secondo un sondaggio di Ironpaper, il 46% dei marketers afferma che l’inbound genera un ROI più alto dell’outbound.

L’inbound marketing dà ai consumatori più controllo su come ricevere le informazioni.

L’86% delle persone, ad esempio, salta le pubblicità in TV. Di contro, il 60% dei consumatori è ispirato a saperne di più su un prodotto dopo aver letto qualcosa al riguardo.

Il marketing inbound tende a essere più immediato. Quando le persone cercano un termine relativo al tuo business e trovano un tuo articolo tra i risultati, potrebbero diventare quasi istantaneamente consumatori.

D’altra parte quando le persone ascoltano la radio di solito non cliccano da nessuna parte. Devono ricordare l’ad e poi fare qualche ricerca online per saperne di più.

Parliamo dei risultati: di solito è molto più facile misurarli con l’inbound. Questo perché puoi verificare come il tuo sito ha ricevuto visite attraverso campagne, social e parole chiave e di conseguenza allocare le risorse in base alle più performanti.

Passiamo ora agli svantaggi.

Per iniziare, è una strategia che richiede attenzione costante. Non significa infatti che tu possa scrivere un articolo che rimarrà per mesi sul tuo sito come uno spot TV. Invece, dovrai produrre diversi articoli alla settimana per restare attivo. Questo ti consterà probabilmente tempo o denaro.

Il marketing inbound richiede anche una serie di skills. Dovrai sapere tutto sul copywriting, sulle tecnologie web, SEO, PPC, SEM e SMM. Ecco perché molte aziende affidano all’esterno l’inbound marketing.

Qual è il marketing giusto per il tuo business?

È tempo di rispondere alla domanda più difficile: dovresti scegliere il marketing inbound o l’outbound per il tuo business?

La risposta è entrambi.

Ora la domanda diventa: quanto budget dovresti allocare per ognuno dei due? La risposta a questa domanda dipende dal tuo modello di business e la natura del tuo target.

La settimana scorsa abbiamo visto come l’outbound marketing sia particolarmente adatto per le persone che non hanno il tempo di informarsi e per quelli che non sono particolarmente tecnologici.

In altri casi, invece, il marketing inbound è nettamente superiore.

Questo è il caso delle persone che utilizzano la tecnologia: non potrai certo attirarli con un’affissione. Molto meglio invece del content marketing che usa delle parole chiave che probabilmente digiteranno in un motore di ricerca.

I millenials, ad esempio, sono molto tecnologici. Se costituiscono una buona fetta del tuo target, allora la maggior parte delle tue risorse andrebbe allocata nell’inbound.

Se vendi prodotti hi-tech, quasi sicuramente ti stai rivolgendo a un pubblico tecnologico. In questo caso potrai optare per qualche strategia online.

Gli “smanettoni” sono inoltre più inclini a effettuare qualche ricerca prima di comprare, perché vogliono assicurarsi di fare un buon acquisto. Dovresti targetizzare quel tipo di consumatore con content marketing e remarketing.

Sì, dovresti usarli entrambi

Non importa quale sia la natura del tuo busines, probabilmente dovresti investire in entrambe le strategie.

Perché? Perché hai più probabilità di trovare persone con entrambe!

Hai presente lo spot di Amazon di Natale scorso in TV? Amazon è un’azienda decisamente hi-tech, decisamente digital, e alle campagne online ha scelto di affiancare uno spot, trovando valore anche in questo tipo di comunicazione.

Questa è la strada che devi seguire.

Al contrario, anche se il tuo pubblico ricerca le informazioni principalmente sulla carta stampata, non significa che sarà sempre così. La razza umana di evolve e le persone del tuo target potrebbero fare altrettanto.

Ecco perché dovresti avere una strategia che guarda al futuro.

Quindi?

Sia il marketing inbound che l’outbound hanno i loro vantaggi e svantaggi. Anche se il futuro sembra decisamente a favore dell’inbound, ciò non significa che bisogna abbandonare del tutto l’outbound. Trova la giusta combinazione per il tuo brand, presta attenzione ai risultati, e effettua delle correzioni lungo la strada. Ecco come arriverai al successo!

Sei pronto a impostare una campagna inbound?