Posizionamento motori ricerca: 5 consigli per svettare nel ranking

Eccoci al posizionamento motori ricerca. La settimana scorsa vi abbiamo lasciato parlandovi di come funziona il motore di ricerca di Google nel 2018, a seguito dei vari cambiamenti apportati all’algoritmo nel corso degli anni.

Vi avevamo anche anticipato che, per quanto la formula dell’algoritmo ci sia sconosciuta, esistono degli accorgimenti da poter mettere in atto per poter migliorare il posizionamento motori ricerca. Intendiamoci, non vi promettiamo di diventare i primi su Google – anche perché quel posto spetta sempre ai siti sponsorizzati – ma possiamo sicuramente avanzare di qualche importante posizione.

Posizionamento motori ricerca: 5 consigli per svettare nel ranking nella ricerca di Google

Difficilmente un utente, durante una ricerca, arriva oltre la terza pagina di risultati, a meno che non stia cercando qualcosa di estremamente specifico. Ciò significa che i posti da conquistare sono proprio quelli appartenenti alle prime tre pagine.

È anche vero che Google – limitatamente al mobile – sta testando un nuovo layout in cui non esistono più pagine dei risultati ma un unico e quasi infinito scroll. Per il momento, tuttavia, non si tratta di nulla di ufficiale, per cui le prima pagine continuano ad avere un ruolo rilevante.

Bando alle ciance, vogliamo svelarvi tutti i segreti per il posizionamento Google!

1. Identificare i trend Seo di Google

Per poter stare un passo avanti ai competitor e ottenere un buon posizionamento motori ricerca, è importante seguire costantemente gli aggiornamenti di Google sul ranking delle pagine e sui risultati di ricerca restituiti. Per esempio, un recente aggiornamento di Google non è relativo al ranking delle pagine ma a come le informazioni vengono visualizzate.

In passato, la pagina dei risultati di ricerca di Google includeva una semplice lista dei siti ritenuti rilevanti, nella prima pagina 10. Adesso, invece, alcune parti del contenuto delle pagine vengono visualizzate direttamente nella pagina dei risultati di ricerca.

In questo modo, gli utenti riescono ad avere le informazioni che cercano senza nemmeno visitare un sito: questo rende il processo ancora più veloce e ha conseguenze importanti sul posizionamento motori ricerca.

Ovviamente la controparte negativa è, per i siti, una possibile diminuzione di visite e click. Sembra che le cose siano andate proprio così: secondo un recente studio di Ahrefs, la percentuale di ricerche che non ha portato a nessun click in un sito è salita dal 25,8% al 29,8% con l’introduzione di questa feature.

D’altra parte, se riesci a essere il risultato in anteprima nella pagina di ricerca, avrai molto più spazio a disposizione. E se l’utente decide che ciò che gli fornisce l’anteprima non è abbastanza, sarai il primo sito a essere visitato.

Google, a ogni modo, avrà raggiunto il suo obiettivo di miglioramento dell’esperienza utente. È questo, alla fine, lo scopo principale. Anche se le misure adottate sono molto diverse tra loro, tutte rispecchiano questo scopo finale.

Quindi, se sei in cerca di opportunità per migliorare il tuo sito, devi puntare su questo.

posizionamento motori ricerca2. Conoscere le domande che i tuoi utenti fanno

Con i primi aggiornamenti, i risultati di ricerca offerti da Google contenevano solo pagine in cui erano contenute le esatte parole digitate dall’utente. Gli algoritmi hanno fatto enormi passi in avanti da allora, ma le keywords restano ancora una parte importante del Seo e del posizionamento motori ricerca.

Quando si ottimizza un sito è quindi necessario usare degli strumenti per keyword per verificare regolarmente come il tuo target cerca le informazioni. Questo aiuta a tenere d’occhio le ricerche effettuate dagli utenti, e a essere sicuri di creare nuovi contenuti che siano in linea con i loro bisogni.

Non è un lavoro di poco conto: il monitoraggio è un processo preliminare allo svolgimento di alcune azioni, che devono essere dettate da criteri precisi.

Il nostro lavoro comprende anche il monitoraggio regolare e la produzione di report.

3. Passare a HTTPs

La sicurezza sta diventando un argomento sempre più importante per gli utenti web e, di conseguenza, lo sta diventando anche per Google. Gli utenti vogliono essere sicuri che la loro attività online resti privata, e che non ci siano rischi di compromissione di informazioni personali.

Specialmente alla luce dei recenti scandali con Facebook e con l’introduzione del nuovo regolamento GDPR, la privacy diventa un punto di estrema importanza.

Google ha risposto a questo bisogno rendendo l’HTTPs uno dei fattori che influenzano il ranking. L’http è un protocollo, utilizzato per indicare siti che criptano le informazioni sui visitatori, in modo da tenerle private. Oggi il 65% dei domini in alte posizioni del ranking sono HTTPs, per cui la sicurezza è un altro dei fattori che influenzano il posizionamento motori ricerca.


4. Migliorare la velocità di caricamento

Secondo Google, la probabilità di bouncing (abbandono del sito appena dopo esservi entrati) cresce del 32% quando la velocità di caricamento della pagina passa da 1 a 3 secondi. Se il tuo sito impiega quindi un po’ di tempo per caricarsi, stai potenzialmente perdendo clienti.

Questo è vero per la navigazione desktop, ma ancora di più per quella mobile, che oggi rappresenta il 60% della navigazione totale. Per un buon posizionamento siti web devono quindi intervenire anche i web master.

5. Guadagnare backlink di qualità

Come detto prima, uno dei fattori presi in considerazione da Google per l’indicizzazione sono i backlink a una pagina. Ha senso, dunque, che i siti con un numero maggiore di link tendano a essere posizionati meglio nel ranking di Google.

Ciò detto, è importante ricordare che quando si tratta di link la qualità conta più della quantità. Guadagnare link da siti autorevoli è un enorme passo in avanti per avanzare nel posizionamento motori ricerca.

A differenza di qualche anno fa, dunque, quando bastava creare diversi blog e linkarli tra loro, oggi soltanto la qualità dei contenuti può far sì che le pagine vengano riprese da altri siti.

Conclusioni

Anche se la domanda “Come funziona la ricerca di Google” può sembrare diretta, la verità è che la risposta è in continua evoluzione. Questo perché Google effettua continuamente dei cambiamenti e migliora il suo algoritmo per raggiungere l’obiettivo finale di soddisfazione dell’utente.

Mentre i principi cardine di ricerca e indicizzazione sono rimasti più o meno gli stessi, il modo in cui la “classifica” viene stilata è cambiato numerose volte dall’inizio della sua introduzione.

Se vuoi essere sempre alto in classifica, devi seguire gli aggiornamenti in maniera costante. Èanche importante ottimizzare il sito avendo in mente il pubblico di riferimento, visto che l’esperienza di navigazione diventa sempre più importante.

Quindi, invece di focalizzarci unicamente sulle keyword, è necessario capire i bisogni dell’utente, migliorare la sicurezza, aumentare la velocità di prestazione.

Un lavoro di squadra, dunque, quello per il posizionamento motori ricerca, che richiede diverse competenze che spaziano dalla tecnicità del caricamento delle pagine e della sicurezza alla creatività della stesura dei contenuti e della veste grafica.

E se questi obiettivi richiedono un bel po’ di lavoro extra, il risultato di essere il primo tra i competitor ne farà valere la pena.

PS: anche noi abbiamo fatto lo stesso per quest’articolo! Se avete seguito attentamente, dovreste riuscire a riconoscere gli accorgimenti che abbiamo preso!

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