Whatsapp API, stati, ads: il futuro dell’app di messaggistica

Le Whatsapp API si espandono e offrono oggi una novità assoluta per quanto riguarda il mondo business.  È stato infatti lanciato il primo prodotto per le imprese in grado di generare introiti.

Il Whatsapp Business API è progettato per permettere alle aziende di rispondere ai messaggi degli utenti gratuitamente fino a 24 ore, ma gli addebiterà un importo fisso per paese se la risposta verrà inviata dopo lo scadere di queste ultime.

Whatsapp API, stati, ads: il futuro dell’app di messaggistica più famosa al mondo

Sono molte le novità in ballo, e le notizie arrivano a spizzichi e bocconi tramite le dichiarazioni dei top manager, ma anche attraverso l’improvvisa comparsa di opzioni che fanno insospettire i più esperti.

La piccola rivoluzione riguarda soprattutto il lato business dell’applicazione, che presenta delle novità interessanti.

L’estensione dell’app dedicata alle aziende ha avuto un successo incredibile, consentendo di avvicinare un brand al singolo attraverso una comunicazione one-to-one, sulla scia dei bot di Facebook e dei siti web.

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Quella di whatsapp, però, è un’app caratterizzata da un’immediatezza unica, che pone quasi sullo stesso piano il consumatore e l’azienda, facendola percepire al primo come “umana”, o comunque come un volto.

whatsapp api
“Com’è umano lei!”

 

In un certo senso, quest’umanità è anche il rovescio della medaglia: l’utente si aspetta una risposta, possibilmente, immediata. Perché whatsapp non è una mail aziendale, non conosce sabati e domeniche, Ferragosto o Natale.

Vediamo quindi nel dettaglio le novità riguardanti Whatsapp API, gli stati e la possibile introduzione delle ads.

Risposte celeri per gli utenti

Le aziende saranno ancora abilitate a rispondere soltanto alle persone che li hanno contattati, ma il Whatsapp API li aiuterà a programmare invii di conferme spedizioni, reminder per appuntamenti, biglietti di eventi e molto altro.

I business possono anche utilizzarlo per rispondere manualmente alle domande dei clienti, attraverso strumenti terzi come Zendesk, MessageBird o Twilio. E i piccoli business, che sono un terzo degli utilizzatori di Whatsapp business, possono ancora usarlo per inviare risposte singole oltre le 24 ore gratuitamente.

Il social è stato acquisito da Facebook nel 2014 per la modica cifra di 19 miliardi: oggi è tempo di mettere a frutto questo acquisto.

Facebook lancia Whatsapp API business come alternativa meno costosa ai call center di customer service. Lo scopo è spingere gli utenti a “messaggiare” le aziende anziché telefonare.

Addebitare un importo per le risposte oltre le 24 ore dall’ultimo messaggio dell’utente è un modo geniale per creare un loop di risposte positive.

Se gli utenti ottengono risposte veloci tramite Whtasapp, lo preferiranno agli altri canali. Una volta che i business e i clienti ne diventeranno dipendenti, Whatsapp potrebbe eventualmente rendere a pagamento tutte le risposte o quelle che eccedono un certo volume, o tagliare del tutto la versione free.

Nel frattempo, le aziende potrebbero anche essere troppo ottimiste circa i loro tempi di risposta, e finire per pagare più spesso di quanto si aspettano. Questo potrebbe essere vero specialmente quando i messaggi arrivano nei weekend o durante le vacanze.

Whatsapp aveva inizialmente annunciato che avrebbe addebitato i messaggi lo scorso settembre, quando aveva lanciato l’applicazione gratuita Whatsapp for business che ora ha 3 milioni di utenti.

La sicurezza

Whatsapp pone l’accento sul fatto che tutti i messaggi tra gli utenti e le aziende, anche attraverso l’API, sono criptati.

Questo contrasta con un report del Washington Post. Secondo quest’ultimo, Facebook avrebbe fatto pressioni per indebolire la criptazione di Whatsapp for business.

Ciò avrebbe spinto il CEO Jan Koum ad abbandonare la joint Whatsapp-Facebook ad aprile.

Il suo co-fondatore, Brian Acton, ha invece abbandonato Facebook in settembre, e ha donato 50 milioni alla fondazione dell’app di criptazione Signal.

Il futuro delle ads

Oggi Whatsapp sta anche lanciando formalmente le nuove ads display in tutto il mondo. Ma non preoccupatevi, non saranno incluse nelle vostre chat come con Facebook Messenger!

Al contrario, le aziende potranno comprare ads sulla newsfeed di Facebook contenente un link che porta a una conversazione Whatsapp con loro.

Lo scopo è chiaramente permettere loro di usare la nuova business Whatsapp API per rispondere. TechCrunch lo aveva scoperto già lo scorso settembre, quando nelle opzioni del Facebook ad manager è comparso il “click-per-whatsapp”. La compagnia aveva confermato che era in fase di test. Facebook aveva lanciato un’opzione simile per il click-per-messenger nel 2015.

Gli statiwhatsapp api

Infine, Whatsapp ha fatto sapere che sta pianificando ads per il suo “clone” delle snapchat stories, utilizzato da 450 milioni di utenti al giorno, chiamato Status (i famosi “stati di whatsapp”).

Riguardo gli stati, è sorto un piccolo equivoco riguardante proprio il nome da dare a questa funzione. Prima dell’introduzione di questa feature, infatti, gli stati erano le frasi che gli utenti potevano scrivere e far comparire di fianco al proprio nome. Un po’ come il buon vecchio MSN, per intenderci.

A seguito del cambiamento, i vecchi stati non sono più visibili accanto al nome, ma solo nella pagina in cui è possibile aprire una nuova chat e selezionare il destinatario. In compenso, una nuova pagina è dedicata espressamente ai “nuovi” stati che, al pari delle stories di instagram, sono visibili soltanto per 24 ore.

“Attualmente non utilizziamo ads negli stati, anche se questo rappresenta un obiettivo per noi a partire dal 2019. Ci muoveremo lentamente e con attenzione e forniremo nuovi dettagli prima di piazzare qualunque ad negli status”, hanno riferito.

Insomma, quello che non è accaduto con Instagram. Oggi scorrere tra le stories significa alternarsi tra i contenuti dei nostri contatti e le sponsorizzate delle aziende che ci hanno targetizzato in base ai nostri interessi.

Le opportunità

Dato che Whatsapp ha un bacino di utenti pari al doppio di quello di Snapchat, potrebbe guadagnare molto dalle ads tra gli stati, specialmente se queste vengono rese non “skippabili”. Insieme, le ads e Whatsapp API rimpiazzeranno il fee di iscrizione annuale di 1 euro che Whatsapp addebita in alcuni paesi e che aveva abbandonato nel 2016.

Con il fatturato di Facebook in declino, sceso di un consistente 20%, 120 milioni di ricavo potrebbero fare comodo e mostrare al mondo un nuovo modo di fare business.

Tra Whatsapp API, status e ads la carne al fuoco è tanta. Di sicuro, le aziende dovranno apprendere nuove modalità di customer care. Questa si baserà sul principio del tutto e subito tanto caro agli utenti digitali sempre più esigenti.

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