Come funziona la sponsorizzazione Facebook

La sponsorizzazione Facebook è oggi una dei metodi più utilizzati per portare avanti delle campagne pubblicitarie.

Secondo i dati di Shopify 2/3 di tutto il traffico degli shop online proveniente dai social media appartiene a Facebook, che è responsabile dell’85% delle vendite! Dei numeri strepitosi, se si tiene conto del fatto che per arrivare a un ecommerce esistono i canali più disparati: ricerca Google, newsletter, landing pages…

Eppure, il social di Zuckerberg è riuscito – e tuttora riesce, insieme a Instagram – a tenere banco come l’investimento più conveniente che possa esistere in termini di adv.

Ormai chiunque abbia una pagina Facebook si sarà trovato ad aver a che fare con le campagne pubblicitarie. a la sponsorizzazione Facebook, sebbene abbia una procedura molto semplice, per essere davvero efficace deve essere ragionata. E questo vale tanto per il budget da investire quanto per l’ottimizzazione della campagna stessa.

A tal proposito, Facebook ha recentemente introdotto una novità riguardante proprio la gestione delle Facebook ads. Secondo questa nuova feature, sarà obbligatorio avvalersi del CBO, ossia il Campaign Budget Optimization.

Ma cosa significa? Facebook non faceva già tutto da solo? Devo cambiare qualche impostazione? Calma, scopriamo subito cosa è cambiato!

Come funziona la sponsorizzazione Facebook: il budget e l’ottimizzazione

Nel 2019 Facebook Ads può vantare 2,2 miliardi di utenti attivi ogni giorno, solo in Italia 30 milioni, ossia metà degli abitanti.

Come è possibile raggiungere così tante persone?

Semplice, un utente trascorre poco meno di un’ora sui social al giorno. Ovviamente i tempi variano al variare della fascia d’età: gli adolescenti possono arrivare anche a 3 ore giornaliere, mentre i verso i 50 anni il dato cala visibilmente (eccezion fatta per i Buongiornissimo Kaffè, perennemente online).

È chiaro quindi che le imprese non possano fare altro che buttarsi a capofitto e investire sul social, che, a differenza dei media tradizionali, permettono anche una misurazione molto precisa dei risultati.

Perché sponsorizzare un post

Prima di capire la novità introdotta riguardo l’ottimizzazione, facciamo un breve recap sulle campagne Facebook.  Quando sponsorizziamo un post, in sostanza lo stiamo mostrando a un pubblico che non rientra tra i nostri fan, ma che andiamo a selezionare a seconda di determinate caratteristiche. Attraverso una campagna pubblicitaria Facebook è possibile fare della “semplice” brand awareness, spingere un prodotto e anche venderlo direttamente.

Capito? Vendere! Tutto questo a un costo veramente irrisorio, se si è capaci di scegliere il pubblico giusto. Ed ecco che arriviamo alla CBO.

Il pubblico di Facebook

Oggi, quando decidiamo di sponsorizzare un post, abbiamo la possibilità di scegliere il pubblico a cui mostrarlo. Non scegliere una persona specifica, attenzione: ma categorie di persone che pensiamo possano essere più affini a quel contenuto, e quindi apprezzare o compiere azioni su quel post.

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Quali sono le categorie tra cui possiamo scegliere?
  • Località geografica (persone che vivono o si trovano in un determinato raggio territoriale, comunale, regionale o nazionale)
  • Sesso
  • Età
  • Lingua

Inoltre, è possibile impostare una targetizzazione più dettagliata, includendo o al contrario escludendo determinati interessi che gli utenti hanno selezionato.

Ad esempio: dobbiamo creare una campagna che sponsorizzi un articolo di blog che parla del congedo di maternità per un’agenzia per il lavoro.

La sponsorizzazione Facebook ci permetterà di scegliere a chi mostrare l’inserzione, quindi opteremo per:

  • Persone che vivono nei pressi dell’agenzia, e non quelle che si trovano solo temporaneamente lì (a seconda del budget, possiamo allargare il raggio d’azione)
  • Di età tra i 25 e i 40
  • Donne
  • Che abbiano manifestato interesse per: maternità, articoli per la prima infanzia (ad esempio hanno messo “mi piace” a Chicco o Prenatal), che seguano pagine riguardanti la maternità e così via.

In questo modo si è sicuri che attraverso la sponsorizzazione Facebook il messaggio arrivi solo e soltanto a chi è potenzialmente interessato, evitando di sprecare budget su utenti che non avrebbero mai dato riscontro.

Risultato? La campagna è andata benissimo (sì, l’abbiamo fatta davvero).

Vuoi una campagna che funzioni?

Il Campaign Budget Optimization per la sponsorizzazione Facebook

Come dicevamo, però, Zuckerberg ha annunciato che, a partire da settembre, Facebook renderà obbligatorio il CBO che impone un budget centralizzato per campagna e non per un gruppo di inserzioni.

Ogni post sponsorizzato, infatti, fa parte di un gruppo di inserzioni che a sua volta fa parte di una campagna. Cosa significa?

Se nel mio Business Manager gestisco più campagne, ognuna con investimenti e obiettivi diversi, devo verificare costantemente i risultati delle inserzioni. In questo modo posso infatti spostare il budget da una campagna all’altra ottimizzando così le risorse.

Con il CBO, invece, sarà Facebook stesso a ripartire le risorse in base alle performance!

I vantaggi

Questo si traduce nella pratica in:

  • Costi inferiori per ottenere conversioni;
  • Risparmio di tempo, perché non ci sarà più bisogno di verificare giornalmente;
  • Maggiore semplicità di utilizzo
  • Investimenti più efficienti.

Ovviamente, ciò significa anche che da settembre avremo un controllo minore sul budget da allocare. Certo, il totale resta lo stesso, ma se avessimo maggior bisogno di spingere un prodotto che però non performa ci troveremmo in difficoltà.

In ogni caso, è ancora presto per lasciarsi prendere dal panico: abbiamo ancora qualche mese di tempo, in cui probabilmente sentiremo ulteriori novità.

Cosa puoi fare tu

In attesa di questo cambiamento relativo alla sponsorizzazione Facebook, puoi sicuramente testare lo strumento di Business Manager, se non l’hai già fatto.

Questo ti consente, come abbiamo visto, di ottenere risultati concreti con una spesa irrisoria (molto meno di quanto ti costerebbero qualche migliaio di volantini!).

Per ottenere dei risultati importanti ottimizzando le risorse, però, è necessario conoscere a fondo le dinamiche dei social, e anche di coloro che lo popolano.

Basti pensare agli interessi: è necessario conoscere a menadito la concorrenza e il suo comportamento sui social, ma anche la presenza di pagine tematiche che possono esserci utili (non solo per settare la campagna, ma anche per referral vari).

Insomma, nel variegato mondo di Facebook devi essere perennemente sul pezzo.

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