User testing per Momox
- Work
- Cliente: Momox
- Settore: vendita di libri usati, re-commerce
- Obiettivo: verificare l’usabilità e la chiarezza della piattaforma italiana per il mercato locale.
- Strategia: sessioni di User Testing qualitativo con utenti reali e analisi UX.
- Cosa abbiamo fatto
- User testing
- Analisi UX
Lanciare un portale di successo in un nuovo mercato richiede molto più di una semplice traduzione linguistica. L’esperienza utente va tradotta anche dal punto di vista culturale. Momox, gigante tedesco del re-commerce, si è rivolto a noi di Staff Millennium con una domanda fondamentale: “La versione italiana del nostro sito funziona davvero? È comprensibile per l’utente locale?”.
Per rispondere, non ci siamo affidati a software automatici o supposizioni. Abbiamo messo al centro le persone, conducendo un’analisi approfondita tramite user testing per scoprire cosa accade davvero quando un utente italiano prova a vendere un libro usato sulla loro piattaforma.
Il cliente: Momox, leader dell’economia circolare
Momox è una delle principali piattaforme europee per la compravendita di libri, CD, DVD e videogiochi usati. Nata in Germania, l’azienda ha rivoluzionato il mercato dell’usato introducendo un modello di vendita semplice: inserisci il codice a barre, ricevi subito un prezzo fisso, spedisci gratuitamente e ottieni il pagamento. Questo processo è reso ancora più rapido tramite l’app. Con l’espansione nel mercato italiano, Momox aveva la necessità di garantire che l’efficienza del suo modello tedesco fosse perfettamente allineata con le aspettative, il linguaggio e le abitudini di navigazione del pubblico italiano.
La sfida della localizzazione italiana
Una piattaforma digitale può essere tecnicamente perfetta e visivamente curata, ma fallire nel creare una connessione reale con l’utente finale. Per Momox, il rischio risiedeva nel sottile ma cruciale divario tra traduzione linguistica e localizzazione culturale.
Spesso, infatti, le interfacce progettate per un mercato specifico (in questo caso, quello tedesco) rispondono a logiche e abitudini che non sono sempre ottimali altrove. Così ciò che è chiaro e semplice per persone di una specifica nazionalità può generare frizione cognitiva in un nuovo pubblico, ostacolando l’azione desiderata.
Il nostro obiettivo era indagare l’usabilità della versione italiana, ponendoci domande strategiche sull’interazione.
- È chiaro fin dal primo secondo come si vende un libro?
- La terminologia usata (“ISBN”, “codice a barre”, condizioni di vendita) è familiare?
- L’architettura informativa rispetta i modelli mentali dell’utente italiano o crea ostacoli che portano all’abbandono del percorso?
Per rispondere, serviva testare con delle persone reali l’esperienza sul sito, assicurandoci che non fosse solo tradotto in italiano, ma adattato per il pubblico italiano.
User testing con persone reali
I dati ci dicono dove l’utente abbandona, ma non perché. Per scoprirlo, abbiamo reclutato un panel di persone in target per una sessione di user testing. Le abbiamo invitate a compiere alcune azioni sul sito: navigare, cercare informazioni, simulare la vendita di un libro.
Il nostro ruolo non era solo guardare, ma ascoltare. Durante il processo, abbiamo stimolato gli utenti a verbalizzare i loro pensieri, facendo emergere frizioni invisibili ai software di analisi: dalla comprensione delle etichette alla chiarezza delle call-to-action.
Lo scopo era far emergere il non-detto, ponendo domande strategiche per individuare i dubbi: “Cosa ti aspetti cliccando qui?”, “Questa informazione ti rassicura o ti confonde?”. Le loro risposte sono state la chiave per mappare le vere criticità dell’esperienza utente.
Analisi di UX Design e microcopy
Un sito web non è solo grafica, è una conversazione con l’utente. Parallelamente ai test con gli utenti, il nostro team Digital ha analizzato ogni singolo elemento della piattaforma per individuare ogni possibile fonte di attrito. Abbiamo studiato:
- Terminologia e microcopy: Le parole sui pulsanti e nelle istruzioni erano rassicuranti o naturali? Il tono di voce era adatto al pubblico italiano?
- Architettura delle informazioni: Quanto tempo impiegava l’utente a trovare ciò che cercava? Era facile orientarsi?
- Call-to-action: Erano visibili, rassicuranti e persuasive? Erano chiare e capaci di guidare l’utente verso il passo successivo?
I risultati: un report con suggerimenti chiari per migliorare l’esperienza
Il test ha rivelato una verità fondamentale: i dettagli fanno la differenza. Abbiamo scoperto che alcuni passaggi, logici nella versione originale, creavano dubbi nell’utente italiano, rallentando la conversione.
Il nostro lavoro si è tradotto in un report strategico e operativo che ha evidenziato:
- punti di forza da valorizzare;
- criticità bloccanti nel flusso di navigazione;
- suggerimenti di riscrittura (UX Writing) per rendere i testi più fluidi e comprensibili;
- modifiche all’architettura delle pagine per guidare l’utente lungo il processo di vendita con meno errori.
Grazie a questi insight, Momox ha potuto trasformare il proprio sito da una semplice versione tradotta a una piattaforma realmente localizzata, eliminando le frizioni e allineandosi alle aspettative del mercato italiano.
Tradurre l’esperienza nel contesto italiano
Questo progetto ci ha confermato ancora una volta che la tecnologia da sola non basta, le persone sono al centro di ogni prodotto digitale di successo. In questo caso, abbiamo agito come mediatori tra l’azienda e i suoi utenti italiani, aiutandola a migliorare la loro esperienza sul sito. Non ci siamo limitati a dire “funziona” o “non funziona”, ma abbiamo fornito al cliente gli strumenti per capire il perché, aiutandolo a migliorare il proprio prodotto digitale per renderlo davvero user-centered.
Il tuo sito è chiaro per te, ma lo è anche per i tuoi clienti? Non tirare a indovinare.


